La stagionalità degli alimenti – Frutta e verdura di Maggio

Parte oggi una nuova rubrica sul blog di Chezuppa! La stagionalità degli alimenti è una rubrica che vuole informare e sensibilizzare sull’uso degli alimenti secondo il naturale passare dei giorni e dei mesi per vari motivi, primo la bontà e secondo il portafogli.

Scegliere con criterio la frutta e la verdura ci fa assaporare al meglio il vero sapore e ci fa risparmiare non pochi denari perché la verdura di stagione è più buona e costa decisamente meno.

Vediamo insieme che cosa possiamo trovare al mercato durante il mese di Maggio.

Frutta

CiliegieFragole – Nespole – Arance* – Kiwi* – Albicocche

Verdura

AglioCipolla rossa – Cipollotto – MelanzanePatate novelle – PomodoroScalogno –  AsparagiCarciofi* – Cicoria – Fagiolini o Cornetti – Fave – Piselli – Ravanelli – Rucola

* alimenti sul finire della produzione stagionale

Cosa regalare per la festa della mamma?

Il 13 maggio sarà la Festa della Mamma, lo sapevate?

L’ho appena scoperto, lo ammetto, e devo dire che faccio sempre fatica a capire quando cade questa festività ma poi tra la televione che ti sommerge di spot ad hoc per farti comprare il regalo migliore e le newsletter, vetrine di negozi… Uno per forza di cose ci arriva!

Fare un regalo alla mamma in questo giorno non è usanza della nostra famiglia. In passato ci ho anche provato ma con scarsi risultati. La fretta mi impediva di trovare un regalo giusto e ben accetto e così finivo con prendere cose assolutamente inutili o palesemente improvvisate.

E se il regalo fosse un pranzo cucinato interamente da voi? Un pranzo speciale tra voi e la vostra mamma. Fatto con passione e con il cuore, preparato con cura pensando a cosa le piace di più e a quali piatti preferisce in assoluto.

Prepariamo un pranzo alla nostra mamma!

Io ho pensato di preparare una ricetta che lei stessa mi preparò anni e anni fa prendendo spunto da una puntata di Sale Pepe e Fantasia condotto dalla favolosa Wilma de Angelis.

Lei non guardava mai quel programma però quel giorno si era soffermata davanti al tv color e venne rapita da questa ricetta facile facile. La prima volta in famiglia fu un successo, la seconda idem e nel corso del tempo la ricetta venne un po’ modificata fino a diventare più o meno così.

Pasta con verdure robiola e zafferano

2 zucchine – 2 carote – 2 scalogni – 1 peperone giallo – 1 confezione di robiola – 1 bicchiere di latte – 1 bustina di zafferano – 400 grammi di pasta – qb. sale, pepe, olio evo.

Tritate finemente lo scalogno e fatelo rosolare in una padella con un filo di olio evo. Lavate bene le verdure e tagliatele a cubettini. Quando lo scalogno sarà rosolato aggiungete prima le carote e spadellate per 3-4 minuti poi aggiungete le zucchine e il peperone e saltate fino a portarli ad una cottura diciamo croccante. Consiglio di non stracuocere la verdura, è più gustosa se la manteniamo croccante!
In un pentolino versate un bicchiere di latte e poi mettete la robiola. Con la fiamma al minimo fate scaldare il latte così la robiola si scioglierà ed otterrete una crema. Aggiungete lo zafferano, girate per bene e la vostra crema diventerà gialla e molto profumata. Spegnete subito la fiamma e scolate la pasta. Tuffatela nella padella con le verdure e mettete un mestolino di acqua di cottura. Aggiungete la cremina, spadellate per massimo un minuto e servite!

Giornate di festa – 25 Aprile

Come avete passato il 25 Aprile?

Quando siamo al lavoro non vediamo l’ora che arrivi questo periodo per tutte le feste in rapida successione. Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno e via via fino alle ferie estive. Aspettiamo queste feste con ansia, le attendiamo, le bramiamo e con gli amici cominciamo giorni e giorni prima a pianificare gite, uscite, pranzi, cene.

Siete andati a visitare una città? Oppure a fare una passeggiata in montagna, sulle rive di un lago, al mare a prendere la tintarella?

Io ieri sono rimasto per la gran parte della giornata a casa. L’anticiclone che finalmente è arrivato ci ha regalato una bella giornata di sole e io invece di uscire sono rimasto dentro le mie quattro mura, ma con le finestre rigorosamente aperte! Mi sono dedicato alle preparazioni lunghe, ho fatto il pane!

Mi sono alzato presto al mattino e ho subito aperto le finestre lasciando entrare la primavera in ritardo dentro casa. Ho preso il kitchenaid e la pasta madre rinfrescata la sera prima e ho combinato gli ingredienti per fare dei panini di semola di grano duro! Che gran soddisfazione fare il pane.

Ti metti lì e prepari con amore tutti gli ingredienti, li combini insieme e aspetti che interagiscano tra di loro conoscendosi e imparando a vivere insieme per formare qualcosa di più grande e lievitato. Aspetti delle ore, perché loro, gli ingredienti, hanno bisogno di tempo per familiarizzare al meglio e stringersi insieme. Poi quando sono diventati amici te ne accorgi perché sono più grandi e forti, sono lievitati e allora li prendi e li dividi in gruppetti e li lasci ancora lì al calduccio come una famiglia davanti al focolare e loro ancora faranno caciara e diventeranno più grandi e con le spalle grosse a quel punto accenderai il forno e li farai diventare qualcosa di buono da mangiare e ti accorgerai che tutto il tempo che hai aspettato non è andato perso quando metterai in bocca il primo boccone.

Fare il pane con la pasta madre è il top! Perdonatemi questo slang da Giovane Dentro ma è realmente così. Il sapore è tutta un’altra cosa, niente gusto di lievito di birra in bocca ma solamente il sapore del vero pane.

Ecco come è andata la mia giornata di festa, il miglior modo che io ho trovato per festeggiare il 25 Aprile e la festa della liberazione.

Infine ecco la ricetta per preparare anche voi a casa il pane di semola di grano duro con pasta madre

Se non sapete cosa sia la pasta madre o se volete averne un po’ anche voi a casa, ecco dove prendere tutte le informazioni

La prima volta in una cucina vera

Premetto che io non sono un cuoco e non aspiro a diventare tale. Sono un uomo - sì mi fa ancora specie a dirlo, mi sento più un ragazzotto – che cucina in casa e sperimenta dentro i suoi pochi metri quadrati a disposizione.

Due amici hanno da poco preso una trattoria, bravi molto bravi, e ieri mi hanno chiesto se mi andava di aiutarli in cucina visto che avevano molte prenotazioni e via discorrendo.

Ho sempre avuto la curiosità di vedere cosa c’è dietro a quei piatti che ci vengono serviti quando ci sediamo in un ristorante e così ho accettato. Senza pensare troppo, ho detto subito si. Mi sono trovato quindi vestito di bianco con una vera divisa da uomo-di-cucina a star dietro alla cucina. Ho iniziato dal basso, mai e poi mai avrei accettato se mi avessero chiesto di preparare davvero i piatti così io quatto quatto mi sono messo alla lavapiatti e alla preparazione del pane, formaggere, contorni.

Quanto lavoro c’è in una cucina! Ordini che arrivano tutti insieme e tutti diversi. Gente che mangia pane come se fosse popcorn, gente che vuole quello ma senza quell’altro. Mi sono sentito un po’ come quei cuochi improvvisati che arrivano alla trasmissione “Fuori Menu” e che si ritrovano nelle peste perché non sanno proprio niente di come funziona una cucina di un ristorante.

Devo dire che a differenza dei concorrenti di quella trasmissione io occupavo una postazione con meno responsabilità e così ho potuto osservare bene tutti i giochi e i movimenti della cuoca. Ho curiosato tra i banconi, ho visto macchinari professionali mai visti, ho aperto lo sportello di un forno potentissimo e multifunzione, ho lavato pentole gigantesche. In quelle cucine tutto è diverso e più grande. Anche il KitchenAid è diverso, non è come quello che ho io in casa è in versione professionale, più grande e leggermente diverso. Insomma ero come un bambino con gli occhioni grandi grandi che va alla scoperta delle cose che compongono il mondo ed è stato bellissimo!

Sono partito dal basso per restarci, non preoccupatevi, non mi improvviserò cuoco e non comincerò a dire che sono chef di qua e cuoco di là. Sono sempre io l’uomo che cucina in casa e che adora far contenti i suoi amici quando vengono la sera a cena però vedere e capire cosa succede in quelle cucine dove tutto è più grande è stata una bellissima esperienza!

Son cose!

Pazzi per la spesa e i ravioli in latta

pazzi per la spesaIeri sera seduto comodamente sul mega-divano dell’amica Mara ho guardato “pazzi per la spesa” un nuovo programma del canale Realtime (Canale 31 del digitale terrestre).

Il programma racconta un modo del tutto nuovo per noi italiani di fare la spesa, il couponing, ovvero l’arte di ricercare e raccogliere buoni sconti per poi risparmiare.

In America c’è una politica del buono sconto che ti permette di accumulare coupon su coupon e presentarti al supermercato e pagare pochi dollari se non addirittura riceverne dal supermercato. Per fare queste spese folli le casalinghe oculatissime impiegano dalle 20 alle 40 ore settimanali per selezionare e ritagliare i buoni d’acquisto e per stilare la mega lista della spesa.

Ma cosa comprano? 40 fustini di detersivo, 50 barattoli di senape che vorrei tanto sapere che cosa se ne fa una famiglia di 50 barattoli di senape e poi in quanto tempo una famiglia di cinque persone consuma 50 barattoli di senape.

La cosa che più mi ha colpito è parlando del settore alimentare e tralasciando quindi i reparti cosmesi e pulizia della casa, comprano una grandissima quantità di cibi pronti in latta. Ieri per esempio una casalinga madre di famiglia ha comprato più di 50 latte di ravioli in scatola! Avete capito bene, ravioli in scatola! Cosa che ci fa venire la pelle dell’oca! Perché mangiare dei ravioli in scatola che probabilmente scadranno dopo sei anni? Perché?

Se il problema è la mancanza di tempo allora tanto vale farsi un piatto di spaghetti al burro no? 

Ora con questa consapevolezza andiamo al supermercato e godiamo perché ancora, e ripeto ancora, questo scatolame non è arrivato da noi in Italia. Noi ci accontentiamo del brodo pronto in tetrapack e delle paste subito pronte ma occhio perché noi siamo sempre quelli che copiano dagli altri le peggiori cose… quindi… state in campana!

Il pesce finto

Il pesce finto chiamato anche pesce di tonno o pesce di tonno e patate è un piatto decisamente demodè, non trovate?

L’altro giorno alla fermata del 510 parlavo con la mia collega di cosa cucinare la sera, eravamo entrambi con poche idee e pure confuse così abbiamo cominciato ad elencare delle ricette sfiziose da preparare ma sapete quando non si ha voglia di prendere una decisione e si va in confusione? Il caos annebbia la mente così tutte quelle idee di fatto non ci aiutavano per niente.

Alla fine di un lungo elenco la collega M. se ne esce con: “perché non facciamo il pesce finto, ti ricordi? E’ un piatto così anni ottanta!

Il pesce finto! Che ricordi che mi fa venire in mente! Mia madre credo l’abbia preparato una volta sola ma lo mangiavo spessissimo a casa della mia compagnuccia delle elementari Lilli. Lì lo trovavo spesso e per noi bambini era una cosa bellissima. Gli occhietti fatti con i capperi ci guardavano, le squame di cetriolini tagliati a fettine risplendevano e l’acquolina in bocca si trasformava in una cascata tropicale. Rimanevamo lì in attesa di poterlo mangiare.

Ora però mi chiedo, come si fa il pesce finto? A parte il tonno e le patate che cosa ci va dentro? Ho fatto un sondaggio in ufficio e c’è chi dice che dentro nell’impasto ci metteva o ci metterebbe i capperi, chi le acciughe… insomma un po’ di confusione si è fatta. Confusione come quando ci si confronta sulla classica domanda che spiazza: “tu come lo fai il ragù?

Quando si parla di ricette della tradizione è sempre così, ogni casa ha la sua personalissima variazione sul tema che si tramanda di generazione e generazione e immagino che negli anni d’oro del pesce finto sia capitata la medesima cosa. Ogni famiglia aveva il suo pesce finto personale così come ogni famiglia aveva la propria via maestra per un ragù prelibato.

Adesso che si avvicina il giorno del pesce d’aprile bisogna bene che mi cimenti nella preparazione di questa ricetta amarcord. State sintonizzati, arriverà!

La grammatica dei sapori

La grammatica dei saporiOrmai le librerie sono invase dai libri di cucina, così come le televisioni piccole e grandi, digitali o free sono invase da programma di cucina con ricette casalinghe, grandi chef che svelano fino ad un certo punto i loro piatti e via discorrendo.

Su twitter una mia follower mi dice che devo assolutamente avere nella mia libreria questo libro argomentando che fornisce un approccio diverso e creativo così dopo l’ufficio decido di passare alla Feltrinelli per cercarlo. Quando lo trovo, era in mezzo a moltissime altre pubblicazioni di ricette, capisco che cosa ha di diverso e nuovo. Non ci sono le immagini, la carta non è lucida e patinata e a parte la copertina molto bella e curata è in bianco e nero!

La grammatica dei sapori è un volume decisamente innovativo, regala a noi appassionati di cucina un approccio nuovo e diverso partendo dagli ingredienti e dalla loro mescolanza e abbinamenti. Velatamente ci suggerisce di abbandonare per un istante le ricette da seguire in modo dogmatico e pedissequo per spingerci oltre e cercare nuovi abbinamenti di sapori. Questo libro e modo di pensare viene prima della ricetta in se e per se, si dedica al pensiero creativo a quel non-so-che che ci dice di preparare un piatto nuovo e sperimentare spadellando.

Se pensiamo alle volte che abbiamo azzardato in cucina sicuramente troviamo degli esempi da dimenticare, delle ricette veramente mal riuscite. Ecco, forse questo libro ci potrà essere da aiuto, un manuale da tenere a portata di mano e consultare ogni qual volta abbiamo la voglia di essere fantasiosi.

La grammatica dei sapori – di Segnit Niki
Ed. Gribaudo

Dieta semi liquida – Vellutata di zucchine e stracchino


Devo ammettere che è dura mangiare per due settimane minestrine, purè liquidi e intrugli frullati tutti rigorosamente freddi! Vi domanderete perché?

Non sto seguendo una di quelle diete da maniaci del peso forma e della prova costume, tranquilli, sono in convalescenza dopo la tonsillectomia, come i bambini mi hanno levato le tonsille. Ho la gola da ormai 12 giorni perennemente in fiamme e per questo motivo non posso mangiare cibi solidi e caldi e devo accontentarmi di cose gelate, fredde e assolutamente frullate. Adesso che sono passati un po’ di giorni riesco anche a mangiare formaggi molli come stracchino e compagnia bella ma devo sempre andarci con calma perché non masticando da due settimane faccio molta fatica.

Tutto questo per raccontarvi la ricetta che ho appena pubblicato, la vellutata di zucchine con stracchino. La ricetta è nata per esigenza di ingurgitare fibre frullate ma con gusto.
Ho preso le zucchine lessate e invece di ridurle in poltiglia con una forchetta le ho frullate insieme ad un filo d’olio e dello stracchino, un pizzico di sale e… che bontà!

Ieri sera a tavola non ero triste ma un po’ più contento! Invece del solito brodino freddo avevo una zuppetta gustosa e colorata! Ottimo passo avanti.

Finirà anche questo periodo eh! Intanto sto facendo una lista di piatti che vorrò mangiare e cucinare quando tutto sarà finito, al primo posto vi dico solo che c’è la parmigiana di melanzane calda appena uscita dal forno, ah le melanzane devono essere fritte!

Piatti che scaldano il cuore

Penso che ognuno di noi abbia dei piatti che al solo pensiero fanno stare bene. Delle ricette spesso anche facili, da tutti i giorni, che hanno il potere di rimetterci in sesto e farci dimenticare le ansie o i troppi pensieri che ci volano in testa. Per ritrovare la pace ci mettiamo seduti con davanti un bel piatto di che cosa?

Il mio piatto del cuore è un piatto semplicissimo, la base se vogliamo della cucina italiana. La pasta al pomodoro e basilico.

Cosa c’è di più semplice di questa ricetta? Al di là della semplicità sono i ricordi che valgono in questo caso. La pasta al pomodoro mi ricorda le cene a casa della nonna. Io in cucina a guardarla preparare con metodo e molta cura la salsa, uscire in cortile a prendere il basilico e lavarlo sotto l’acqua. Mi ricordo il profumo che c’era nella sua cucina e mi ricordo la gioia nel vedere e mangiare quella pasta.

Inutile dirvi che io non sono assolutamente in grado di preparare il sugo così come lo fa lei nonostante le varie lezioni di cucina che mi ha dato nel tempo e i consigli che ancora mi da non ce la faccio. Ottengo un risultato diverso, completamente diverso, il sugo è buono per l’amor del cielo, ma non è come il suo.

Poi capiterà a molti di noi, un’altra cosa che non riesco a fare come lei è la cotoletta o ancora i pomodori ripieni, ormai ci ho rinunciato. Quello che differisce tra me e lei sono l’esperienza e le mani d’oro!

Al di là di questi misteri quando sono stanco, triste o quando mi sento particolarmente a terra che faccio? Apro la dispensa, il frigo e i cassetti, accendo il gas e comincio a preparare la pasta al pomodoro, il migliore tra tutti i rimedi!

Le ricette di Raffaella Carrà

Finalmente è arrivato!

Le ricette di Raffaella Carrà è mio!
Un mio amico giorni fa mi inviò un sms contenente la fotografia di questo libro trovato in una libreria di qualche parente o amico che ora non ricordo. Essendo io fan sfegatato della favolosa Raffaella e anche amante e appassionato di cucina non potevo farmelo sfuggire così sono andato a farmi un giro su Ebay e l’ho trovato.

All’interno delle ricette che fanno molto anni novanta, ricette sia facili che complicate da pranzo domenicale in famiglia. Cosa mi ha colpito? Il fagiano alla cacciatora.
Io mi immagino la Raffa alla mattina di domenica con un bel grembiulino con le balze che inizia a preparare il fagiano. Visione adorabile.

Arnoldo Mondadori Editore 1991.